SVE BOKRA SAWA MARSIGLIA

L’anno appena trascorso è stato diverso, nuovo. Non avevo pensato, realisticamente, di vivere in Francia. Dopo gli studi universitari in giurisprudenza mi ero prefissato alcuni obiettivi, molteplici e diversi, ai quali mi sono approssimato cautamente, seguendo il filo della narrazione.

Il presente mi diceva di partire, ancora, e quello che ho fatto è andato in quella direzione. Le possibilità erano più di una ma quella più affascinante veniva proposta da una associazione franco egiziana con sede a Marsiglia. E la mia strada, ancora prima di partire, ha cominciato ad incrociarsi con quella città.

Marsiglia non è venuta per caso.

Dove si trovava, sulla mappa, lo sapevo a spanne, come la lingua francese.

Ma perché precludersi la possibilità di imparare una nuova lingua? Perché non cogliere questa avveniristica possibilità che l’Europa offre a tutti i giovani di vivere un’esperienza di volontariato in un paese diverso?

Questo è già sufficiente per partire.

Io cercavo un programma che fosse in linea con i miei studi. Non volevo “per forza” l’esperienza all’estero ma un progetto che potesse arricchire il mio curriculum.

Ecco Bokra Sawa, la mia associazione.

Ecco il progetto, l’uguaglianza di genere nei paesi del Mediterraneo.

L’equipe, una barzelletta: un italiano, due tunisini, due egiziane e due francesi si trovano a Marsiglia per lavorare in una NGO internazionale.

Il lavoro è un’altra storia e con un altro tono.

Ad ognuno di noi vengono assegnate funzioni precise, sulla base delle nostre attitudini ed esperienze, finalizzate a migliorare ed implementare le attività dell’associazione. Ogni incarico è in linea con i temi cari all’associazione: l’uguaglianza di genere, la biodiversità, la protezione dell’ambiente, il cambiamento climatico, la cultura e l’arte.

Bokra Sawa ha un equipe giovane che mira a sensibilizzare la cittadinanza euro mediterranea su temi caldi ed attuali, da una parte attraverso l’educazione non formale, creando strumenti idonei a favorire un pensiero critico nelle giovani generazioni. Dall’altra, scrivendo e partecipano a progetti culturali e di cooperazione internazionale.

Il compito assegnatomi consisteva nella redazione di progetti internazionali, comunicazione con i partner e gestione (di concerto con la coordinatrice) del comparto mobilità.

Descrivere con degli aggettivi cosa sia stato questo anno impoverirebbe l’esperienza. Nei primi mesi ho faticato a comprendere il francese e ancora di più a parlare e a farmi capire. Ho proseguito un percorso che avevo iniziato a Milano e che ritenevo importante non lasciare. Ho scritto tre progetti di mobilità internazionale che sono stati approvati dall’Agenzia nazionale francese, referente della Commissione Europea. Ho cercato (tra una birra e l’altra) di seguire uno stile di vita sano, fatto di esercizi fisici e letture. Mi sono appassionato, prima per curiosità e poi per interesse, della musica in lingua francese. Ho viaggiato in Provenza e scoperto dei villaggi incantevoli e che prima mi erano del tutto ignoti. Mi sono fatto degli amici, con cui ho bevuto, giocato a petanques (che è l’italiano gioco delle bocce) e organizzato moltissime cene in cui ho imparato (testimone il mio fegato) che, in effetti, a livello di vino e formaggi i francesi ne sanno parecchio. Ho raggiunto, infine, molti degli obiettivi che mi ero prefissato all’inizio.

Ora ve ne sono altri, il cammino è lungo e Marsiglia (meraviglia) è stata di certo una tappa importante.

 

Ponte Caffaro, 11 febbraio 2020

DT